Sangalli: "L'Agenda urbana nazionale è una priorità"
Il presidente di Confcommercio ha sottolineato l'importanza del progetto Cities che "vuole valorizzare il legame profondo tra Confcommercio e il tessuto urbano”. "Confcommercio da 80 anni contribuisce a scriverne la trama economica e sociale".
Aprendo il suo intervento all’evento “InCittà” di Bologna, il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha evidenziato che “l’incontro di oggi si colloca all’interno delprogetto Cities, che vuole valorizzare il legame profondo tra Confcommercio e il tessuto urbano”. “Le città sono infatti il punto d’incontro tra dimensione locale e globale, luogo in cui si riflettono le grandi transizioni ambientali e digitali e le incertezze generate dai nuovi equilibri geopolitici”, ha detto Sangalli, aggiungendo che “queste trasformazioni ci impongono nuove responsabilità e nuove visioni”. "Ogni città - ha osservato il presidente - è un intreccio di storie e identità, e Confcommercio da 80 anni contribuisce a scriverne la trama economica e sociale attraverso commercio, turismo, servizi, professioni e trasporti. Oggi, però il sistema distributivo paga la debolezza della domanda interna: la fragilità della spesa delle famiglie incide sull’intero tessuto economico".
Per questo, Sangalli ha sottolineato che “le attività di prossimità sono parte essenziale dell’identità urbana: generano lavoro, relazioni, sicurezza e qualità della vita, come dimostra anche l’indagine svolta con Swg. Le nostre imprese sono presidi fondamentali contro degrado, abusivismo e criminalità economica, e operano in collaborazione con le istituzioni e le forze dell’ordine. Da qui l’urgenza di una agenda urbana nazionale", e Sangalli ha osservato che “commercio, turismo e servizi devono essere riconosciuti come beni comuni, perché sono il cuore della vita delle città. Occorre affrontare le trasformazioni in corso: dalla desertificazione imprenditoriale – con la chiusura di oltre 140.000 negozi in 12 anni – all’overtourism e agli squilibri generati dagli affitti brevi senza regole, fino alle tensioni tra prossimità ed e-commerce e ai cambiamenti nell’uso della città causati dallo smart working e dalla mala movida. Confcommercio propone una risposta basata su regole chiare ed eque, essenziali per garantire concorrenza e crescita. Il pluralismo distributivo resta la forza del modello italiano, un ecosistema che tiene insieme manifattura, servizi, turismo e cultura, e che fa delle nostre città uno dei principali motivi di attrazione internazionale".
Per questo Sangalli ha rimarcato che “serve un turismo sostenibile, regolato e innovativo, capace di valorizzare le comunità e i territori. Se vogliamo città coese e competitive, va ricostruito un circolo virtuoso tra urbs e civitas, tra città fisica e comunità che la abita. Occorrono politiche attive coerenti: formazione, incentivi responsabili, fiscalità adeguata, innovazione che non perda di vista i valori comunitari". Sangalli ha avvertito che “solo un raccordo efficace con l’Europa e una strategia nazionale stabile possono dare alle città una prospettiva di sviluppo autentica”. Il patto che proponiamo è tra istituzioni, imprese e cittadini: un’alleanza pubblico-privata per città più vivibili, sicure, attrattive. A livello nazionale serve coordinamento e integrazione delle risorse; a livello regionale occorre valorizzare i Distretti Urbani dello Sviluppo Economico; a livello comunale vanno sviluppati Programmi Pluriennali per l’Economia di Prossimità".
Su questo punto Sangalli ha precisato che “la rigenerazione urbana è possibile solo se tutti gli attori si assumono una responsabilità condivisa”. Al centro di tutto c’è la persona: imprenditori, lavoratori, famiglie. I nostri contratti collettivi tutelano imprese e reddito dei lavoratori, e il welfare integrativo contribuisce a migliorare la qualità della vita urbana. Confcommercio mette a disposizione una rete capillare capace di rappresentare interessi diversi e di ricucire legami economici e sociali. Sangalli ha ribadito che “le città sono comunità e le comunità vivono grazie al lavoro e all’impresa”. "Nel celebrare gli 80 anni dell’associazione - ha concluso Sangalli - rivendichiamo il nostro ruolo di presidio di civiltà economica, creatori di crescita e opportunità, costruttori di comunità, parte viva della storia e del presente del Paese. Come ricorda il Presidente Mattarella, siamo “protagonisti del divenire d’Italia”. E Sangalli ha concluso dicendo che “su questa responsabilità ci siamo sempre stati, ci siamo oggi e ci saremo in futuro”.
