Dalla Camera ok finale alla manovra
Con 216 voti a favore, 126 contrari e 3 astensioni, l'Aula di Montecitorio ha approvato in via definitiva la legge di bilancio. Confcommercio: “bene alcune misure, ma serviva più coraggio”.
L'Aula della Camera ha dato il 30 dicembre scorso il via libera definitivo alla manovra. I voti a favore sono stati 216, i contrari 126 e 3 gli astenuti. La legge di bilancio, già approvata dal Senato, diventa così legge.
Tra le principali modifiche al ddl di bilancio introdotte a Palazzo Madama la rimodulazione del Pnrr, il pacchetto imprese con l'estensione triennale dell'iperammortamento e il rifinanziamento di Transizione 4.0. Ma anche la ritenuta d'acconto dello 0,5%-1% sulle fatture tra le imprese e la detassazione di premi e partecipazioni agli utili dei dipendenti.
Viene allentata la stretta sulla tassazione dei dividendi con la soglia di partecipazione oltre la quale scatta l'esenzione ridotta dal 10% al 5%. Arrivano anche il raddoppio della Tobin Tax e, per le assicurazioni, un anticipo dell'85% del contributo SSN da versare allo Stato. Corretta in Senato anche la norma sugli affitti brevi con la cedolare secca che resta al 21% per il primo immobile affittato anche tramite piattaforme e al 26% per il secondo, mentre dal terzo scatta il reddito di impresa. Introdotta anche la tassa di 2 euro sui pacchetti provenienti dall'estero
Per quanto concerne le pensioni, dopo lo stralcio della stretta sul riscatto della laurea e dell'allungamento delle finestre di uscita per le pensioni anticipate sono arrivati tagli ai fondi per il pensionamento di lavoratori precoci e impegnati in lavori usuranti. Arrivano anche nuove norme sul Tfr con il silenzio assenso per i neoassunti all'adesione alla previdenza complementare e l'obbligo di versare il Tfr ai fondi anche per le aziende salite sopra i 50 dipendenti (40 dal 2032). Salta la possibilità di cumulare la rendita dei fondi complementari per accedere alla pensione anticipata di vecchiaia con almeno 20 anni di contributi. Arrivano anche fondi per il piano casa (200 milioni) e la rimodulazione dei finanziamenti per il Ponte sullo Stretto. Ripristinati 60 milioni di euro nel fondo per l'editoria nel 2026 mentre il taglio alla Rai si riduce a 10 milioni nel 2026.
Confcommercio: “bene alcune misure, ma serviva più coraggio”
“Bene la gestione dei conti pubblici e l’aver proseguito nella riduzione strutturale della pressione fiscale sui lavoratori e sulle famiglie come richiesto, peraltro, con insistenza da Confcommercio (taglio della seconda aliquota dell’Irpef e detassazione degli aumenti contrattuali derivanti dai rinnovi firmati tra il 2024 e il 2026) per sostenere la domanda interna che, nonostante alcuni segnali di risveglio, rimane ancora debole. E bene anche alcune misure a favore delle imprese, come l’aver evitato una stretta sulle compensazioni tra crediti d’imposta e debiti contributivi, che avrebbe penalizzato soprattutto le pmi e l’autotrasporto, e le norme per il comparto turistico recettivo di contrasto alla concorrenza sleale sulle locazioni brevi e il trattamento speciale per i lavoratori che prestano servizio di notte e nei festivi. Delude, invece, la decisione di prorogare l’aumento del 40% dell’imposta di soggiorno a tutto il 2026 e il non aver proseguito nel completo superamento dell’Irap”: così Confcommercio sull’approvazione della legge di bilancio.
Fimaa: “luci e ombre nelle norme sugli affitti brevi”
“Sugli affitti brevi è positiva la decisione di eliminare dalla legge di bilancio la distinzione tra chi loca un immobile in autonomia e chi invece loca attraverso un mediatore o una piattaforma online, desta invece perplessità la stretta sui proprietari, visto che a partire dal terzo immobile, scatta la presunzione di attività imprenditoriale e sarà quindi necessario aprire la partita Iva”. È il giudizio espresso dalla la Consulta Interassociativa Nazionale dell’Intermediazione Immobiliare (Fimaa-Fiaip-
“Merita certamente un plauso – commentano i tre presidenti Santino Taverna, Fabrizio Segalerba, e Renato Maffey - l’eliminazione di qualunque distinguo sulle modalità con cui gli immobili vengono locati per uso turistico. La Consulta aveva manifestato in tutte le sedi la propria contrarietà alla versione originaria della norma. Il testo definito invece consente ai proprietari di usufruire della cedolare secca al 21% sul primo immobile in qualunque caso: non solo se loca direttamente l’immobile, ma anche se decide di avvalersi dei servizi di un mediatore o di una piattaforma telematica”.
Secondo la Consulta, invece, la parte della norma che fa scattare dal terzo immobile la presunzione di attività imprenditoriale “nasce dall’errata percezione che si ha del fenomeno. La maggior parte dei proprietari che locano immobili a uso turistico – concludono Taverna, Segalerba e Maffey – dispone di un unico appartamento. Ma anche gli altri difficilmente possono essere definiti imprenditori: il settore è costituito essenzialmente da privati che mettono a reddito un appartamento per ottenere una fonte di reddito familiare. La previsione della legge di Bilancio, insomma, finisce con il limitare il diritto alla proprietà e mettere a rischio il reddito delle famiglie”.
Piano Transizione, Ascomut: “bene la durata triennale, non il blocco ai beni extra Ue”
“Bene l’arco temporale triennale della misura, più congruo per una corretta programmazione e realizzazione degli investimenti, così come la modifica degli Allegati A e B”, ma “vivo rammarico per l’inattesa esclusione dal Piano dei macchinari fabbricati al di fuori dell’Ue, che penalizza prodotti di elevato contenuto tecnologico, non sempre sostituibili con beni analoghi di fabbricazione europea”.Così Ascomut Confcommercio sulle agevolazioni per l’acquisto di beni strumentali (Piano Transizione).
L’Associazione esprime inoltre “perplessità per il possibile venir meno dell’agevolazione per l’efficienza energetica nonché per la norma che, in luogo del più snello strumento del decreto attuativo direttoriale, impone l’adozione più lunga e complessa di un decreto interministeriale. Infatti, i ritardi riscontrati per l’effettiva operatività della misura precedente, che hanno impedito un utilizzo ottimale delle risorse messe a disposizione, avrebbero al contrario dovuto consigliare lo snellimento della parte burocratica e procedurale”.
Assintel: “risorse insufficienti per la digitalizzazione del Paese”
"Nel clima di grande confusione che ha caratterizzato questi ultimi giorni, bene che in legge di bilancio si siano infine reperite delle risorse per gli incentivi alle imprese, ma sono ancora largamente insufficienti rispetto alle necessità di supportare la digitalizzazione del nostro Paese. Ci vuole più coraggio: per molte micro, piccole e medie imprese permangono infatti elementi di complessità e limiti che rischiano di ridurre l'efficacia complessiva degli interventi, soprattutto in termini di accessibilità, risorse disponibili e piena valorizzazione degli investimenti immateriali". Lo ha detto la presidente di Assintel Confcommercio, Paola Generali, in riferimento a Transizione 4.0 e iperammortamenti.
"Troviamo invece utile per le pmi la scelta di distinguere, per gli incentivi, tra transizione digitale e obiettivi ambientali. Questa soluzione, più volte auspicata da Assintel, può favorire una maggiore chiarezza e un utilizzo più efficace delle misure da parte delle imprese. La sostenibilità – ha proseguito – resta naturalmente un obiettivo strategico per il sistema produttivo, ma richiede politiche dedicate e coerenti, complementari a quelle per la digitalizzazione".
"C'è però ancora tanto da fare e per questo ribadisco l'urgenza di proseguire il lavoro, come indicato nell'Agenda Digitale Assintel 2026: rafforzando, ad esempio, gli strumenti di garanzia e il coinvolgimento del sistema finanziario per sostenere gli investimenti in ricerca, sviluppo e digitalizzazione; e semplificando i bandi di finanziamento, includendo tra le voci finanziabili al 100% consulenza, formazione, certificazioni e compliance. Solo così la transizione digitale potrà essere realmente inclusiva e capace di generare valore diffuso per il tessuto delle pmi italiane", ha concluso Generali.
Tv e radio locali soddisfatte di “una soluzione equilibrata”
Le Associazioni dell’emittenza radiofonica e televisiva locale esprimono “soddisfazione e vivo apprezzamento” per la positiva conclusione dell’esame della legge di bilancio in Commissione Bilancio del Senato, che ha portato all’approvazione di un emendamento in grado di garantire la tutela del comparto delle televisioni e delle radio locali, superando le criticità che avevano suscitato forte preoccupazione nel settore.
Il risultato raggiunto “rappresenta l’esito di un confronto parlamentare serio e responsabile, sviluppatosi anche grazie alle sollecitazioni e ai contributi provenienti dalle Associazioni di categoria, dagli operatori e dai lavoratori del comparto, che in queste settimane hanno più volte richiamato l’attenzione sull’importanza strategica dell’emittenza locale per il sistema informativo del Paese”.
“Il contributo delle forze politiche, nell’ambito di un confronto parlamentare trasversale, ha consentito di giungere a una soluzione equilibrata, capace di riconoscere il valore dell’emittenza locale – proseguono le Associazioni - e la necessità di garantire stabilità e certezze a un settore già fortemente impegnato in un complesso processo di transizione economica, tecnologica e digitale.
An.bti: “bus turistici italiani ancora una volta dimenticati”
“La legge di bilancio si avvicina alla votazione definitiva e, come ogni anno, emergono soddisfazioni e delusioni. Tra gli scontenti, purtroppo, non può che esserci ancora una volta la categoria dei bus turistici italiani. Una categoria che, troppo spesso, viene esclusa da qualsivoglia incentivo o forma di sostegno: dai benefici della Zes, all'iper-ammortamento, dalle misure previste per le altre imprese operanti nel turismo, fino a qualunque intervento strutturale che possa accompagnare gli investimenti delle aziende. Un’assenza di sostegno che risulta ancora più grave se si considera quanto questo supporto sarebbe, in realtà, essenziale”: così Riccardo Verona, presidente di An.bti–Confcommercio, l’Associazione nazionale bus turistici italiani.
“Quando menzioniamo le aziende di bus turistici italiani parliamo di imprenditori che investono ingenti risorse proprie per garantire sicurezza, qualità e sostenibilità al trasporto turistico italiano. Valori nei quali crediamo profondamente e che ci vengono giustamente richiesti, ma che non sono mai accompagnati da interventi concreti da parte delle istituzioni. Tutto questo pesa ancora di più in un contesto sociopolitico ed economico incerto come quello che stiamo vivendo. Chiudiamo il 2025 con grande amarezza e con la triste consapevolezza che la nostra categoria viene ricordata solo quando c’è bisogno di accompagnare studenti nelle gite scolastiche, famiglie e anziani nel turismo religioso, professionisti nel turismo congressuale o cittadini nelle gite a carattere vacanziero. Poi, però, ci si dimentica di noi quando è il momento di dimostrare vicinanza e attenzione alle esigenze basilari del comparto”, prosegue Verona.
“Siamo un comparto che genera risorse importanti per lo Stato, che è soggetto a burocrazia stringente ed imposizioni elevatissime da parte dei comuni, che non beneficia di accise agevolate sul gasolio e che oggi è lasciato esclusivamente alla passione e al coraggio degli imprenditori che lo rappresentano. Per l’inizio del 2026 ci aspettiamo risposte concrete e significative, a partire dal Decreto Milleproroghe e dai prossimi provvedimenti. Siamo pienamente consapevoli delle difficoltà economiche del momento storico e lo abbiamo dimostrato avanzando richieste di assoluto buonsenso, ufficialmente depositate in Parlamento: poche risorse mirate a sostenere temi sociali fondamentali come la sicurezza e il benessere delle fasce di passeggeri più fragili, incluse le persone con disabilità. Richieste che, ad oggi, sono state totalmente disattese. La categoria dei bus turistici merita rispetto e fiducia, presupposti indispensabili per qualsiasi politica seria di sviluppo del turismo e della mobilità nel nostro Paese”, conclude il presidente di An.bti–Confcommercio.
Assomusica: "bene l'istituzione del Fondo per il sistema musicale"
Assomusica esprime soddisfazione per l'approvazione dell'emendamento che istituisce presso il Ministero della Cultura il Fondo per lo sviluppo, il rafforzamento e il rilancio della competitività e la promozione del sistema musicale italiano. Il Fondo, con una dotazione di 1,5 milioni di euro annui a partire dal 2026, è destinato alle imprese produttrici e organizzatrici di spettacoli di musica popolare contemporanea.
"Si tratta di un primo risultato. Viene riconosciuto in modo chiaro e incontrovertibile il valore industriale, culturale e occupazionale della musica popolare contemporanea, che rappresenta una parte fondamentale dell'identità culturale del Paese e dell'economia dello spettacolo dal vivo. Un primo passo concreto - commenta il presidente Carlo Parodi - per il sostegno alla musica dal vivo, che assume anche un valore simbolico particolare, nel ricordo del compianto Vincenzo Spera, che per anni ha portato avanti con determinazione questa battaglia".
"Questo Fondo - prosegue Parodi - va nella direzione giusta: sostenere imprese che operano quotidianamente sul territorio, che investono in creatività, professionalità, innovazione e che contribuiscono alla crescita del pubblico e alla promozione della musica italiana, in Italia e all'estero. È un segnale di attenzione che rafforza la competitività del settore e ne riconosce finalmente la specificità".
"Ringrazio il Ministero della Cultura, il sottosegretario Gianmarco Mazzi e il Parlamento per aver ascoltato le istanze del settore. Continueremo a collaborare in modo costruttivo con le istituzioni - conclude il presidente di Assomusica - affinché le modalità di accesso al Fondo siano efficaci, inclusive e realmente in grado di sostenere le periferie, lo sviluppo e la sostenibilità delle imprese della musica dal vivo. L'auspicio è che il Fondo possa crescere e aumentare di volume nel corso dei prossimi anni".
Federalberghi: "Norma su locazioni brevi va nella direzione giusta"
"Va nella direzione giusta la decisione di ridurre a due case affittate quelle oltre le quali l’attività si presume svolta in maniera imprenditoriale". Questo il commento a caldo della Federalberghi, in relazione all’ipotesi di modifica della norma contenuta in manovra in tema di locazioni brevi. "Stesso mercato, stesse regole - prosegue la nota della Federalberghi - Questo è il mantra che non ci stancheremo mai di ripetere: nel mercato c’è posto per tutti coloro che vogliono competere lealmente. Convince meno il passo indietro sull’aliquota applicabile sulla prima casa. A nostro avviso, sarebbe giusto che chi affitta case facendo pagare centinaia di euro per notte paghi almeno il 23%, l’aliquota applicata a chi prende una pensione minima da 616 euro al mese". "Per non parlare del fatto - conclude la federazione degli albergatori - che la cedolare secca è un regime opzionale: se un contribuente ritiene che il 26% sia una misura eccessiva, ha facoltà di esercitare l’opzione inversa e pagare le tasse come i comuni mortali".
Anapa: "Su Decontribuzione sud e under 36 un passo avanti significativo"
Anapa Rete ImpresAgenzia ha accolto con soddisfazione l’approvazione, in Commissione Bilancio del Senato, dell’emendamento – riformulato dal Governo – che riconosce agli agenti, ai broker, ai sub‑agenti e ai procacciatori di assicurazione il diritto agli esoneri contributivi “Under 36” e alla Decontribuzione Sud, ponendo fine a una lunga e complessa controversia con l’INPS.
L’emendamento approvato prevede l’applicazione delle agevolazioni a decorrere dal 1° luglio 2022, risolvendo gran parte del contenzioso che ha colpito numerose agenzie assicurative negli ultimi anni, spesso destinatarie di avvisi di recupero contributivo.
"Si tratta di un risultato importante – ha dichiarato Vincenzo Cirasola, presidente di Anapa – frutto di una battaglia sindacale avviata fin dal 2023 e condotta con determinazione sia sul piano politico‑istituzionale sia su quello giudiziario. Tuttavia, non possiamo non evidenziare che la nostra richiesta originaria, condivisa anche dai parlamentari promotori dell’emendamento, prevedeva il riconoscimento degli esoneri a partire dal 1° gennaio 2021".
L'Associazione ha richiesto fin dall’inizio una norma di interpretazione autentica che coprisse l’intero periodo di applicazione degli incentivi previsti dalla Legge di Bilancio 2021, evitando disparità di trattamento e garantendo piena tutela alle agenzie che avevano legittimamente applicato gli sgravi contributivi.
Parallelamente all’azione politica, Anapa ha sostenuto numerosi ricorsi giudiziari promossi da colleghi in diverse sedi territoriali, ottenendo decisioni favorevoli e sospensioni degli avvisi INPS presso i Tribunali di Bari, Arezzo, Imperia e Teramo, che hanno ulteriormente rafforzato la fondatezza delle nostre posizioni.
"Il risultato ottenuto – ha concluso Cirasola – rappresenta un passo avanti concreto, ma non esaurisce la questione. ANAPA continuerà a vigilare e a sollecitare le istituzioni affinché venga riconosciuta anche la retroattività dal 1° gennaio 2021, a tutela di tutti gli agenti coinvolti. In mancanza di una soluzione definitiva, proseguiremo la battaglia con determinazione anche in sede giudiziaria".
Anapa informerà tempestivamente gli associati sugli sviluppi parlamentari e sulle azioni operative da intraprendere.
Assomusica: “bene gli emendamenti sulla musica dal vivo”
Il presidente di Assomusica, Carlo Parodi, esprime soddisfazione per gli emendamenti bipartisan alla legge di bilancio presentati da FdI, Lega, Fi, Pd e M5S, dedicati al sostegno della musica dal vivo. "Il fatto che i primi cinque gruppi parlamentari del Senato convergano su proposte per istituire un fondo specifico o introdurre un tax credit rappresenta un segnale politico importante - sottolinea - soprattutto per la tenuta dei piccoli e medi eventi. Si tratta di un riconoscimento per una filiera che dà lavoro a migliaia di professionisti, valorizza nuovi talenti - in particolare i più giovani - e genera sviluppo culturale ed economico in tutto il Paese, anche nelle aree periferiche".
Assomusica si dichiara dunque estremamente soddisfatta: l'auspicio adesso è che "queste proposte possano essere 'segnalate' per il voto in Commissione Bilancio e approvate dopo una larga condivisione in Parlamento". L'Associazione conferma la propria "disponibilità a collaborare, nella convinzione che sostenere questa filiera significhi rafforzare una componente centrale dell'industria culturale del Paese".
Fimaa: “discriminatorio l’aumento della cedolare secca per le locazioni turistiche”
L’aumento al 26% della cedolare secca sulle locazioni brevi è “irragionevole e fortemente discriminatoria, poiché penalizza in modo diretto l’intera categoria dei mediatori immobiliari, e colpisce proprio coloro che garantiscono la trasparenza e la regolarità del mercato”. Lo ha detto Maurizio Pezzetta, vicepresidente vicario di Fimaa Italia, intervenendo il 3 novembre scorso di fronte alla Commissione Bilancio del Senato nel corso delle audizioni sulla legge di bilancio.
“L’aumento della cedolare secca – ha spiegato Pezzetta - rischia di produrre effetti contrari agli obiettivi sperati, generando un impatto negativo sui conti pubblici e incentivando l’evasione invece di contrastarla”. Secondo il vicepresidente vicario di Fimaa Italia, “non è coerente assoggettare allo stesso regime fiscale due realtà differenti come i portali online e i mediatori immobiliari, I primi operano prevalentemente su scala internazionale, generando fatturati significativi e versando la relativa imposizione fiscale nei Paesi in cui hanno sede; i secondi, invece, svolgono la propria attività in modo stabile sul territorio nazionale, contribuendo al gettito fiscale in Italia”. Inoltre, gli intermediari immobiliari “operano come sostituti d’imposta e assicurano la tracciabilità dei flussi economici e il corretto versamento delle imposte. Pertanto, rappresentato l’unico presidio concreto contro l’evasione”.
Pezzetta ha quindi ribadito che “la carenza di immobili destinati alla locazione residenziale non ha alcun legame con le locazioni turistiche, che rappresentano meno del 2% del totale delle abitazioni italiane. Il vero problema sono gli oltre 9,5 milioni di case vuote, lasciate sfitte dai proprietari a causa di una fiscalità elevata e di una normativa sulla locazione ormai superata che non garantisce ai proprietari la certezza di rientrare in possesso dell’immobile alla scadenza del contratto di locazione o in caso di morosità, caso in cui si trovano oltretutto a dover pagare le tasse su un reddito non percepito”.
Nelle memorie depositate in Commissione, Fimaa ha inoltre accolto con favore le misure della manovra che puntano a fronteggiare la crisi abitativa, a iniziare dalla creazione del fondo per i genitori separati o divorziati: “tale misura rappresenta un segnale concreto di attenzione verso coloro che si trovano in difficoltà” e “risponde a un’esigenza sociale reale e crescente”. Giudizio positivo anche per la proroga per il 2026 delle agevolazioni fiscali per gli interventi edilizi. La Federazione ha tuttavia auspicato che vengano stanziate “maggiori risorse il contrasto al disagio abitativo e per le iniziative del Piano Casa Italia”, in modo da “favorire l’introduzione di misure efficaci e durature per il contrasto alla crisi abitativa”.
Fimaa ha chiesto infine di “introdurre in via permanente la cedolare secca” per gli immobili non residenziali: “la misura permetterebbe di porre un argine al fenomeno di desertificazione dei centri storici” e “determinerebbe un recupero in termini di evasione tributaria”.
Conftrasporto: "con lo stop alla compensazione dei crediti si rischia la paralisi per le imprese"
"La conferma di proseguire su una strada di messa in sicurezza dei conti pubblici è certamente apprezzabile, anche in considerazione del contesto internazionale incerto, ma nonostante questa visione condivisibile ci sono una serie di interventi su cui si può chiedere un approfondimento per garantire maggiore competitività alle imprese". Così Renato Imbruglia, segretario generale di Conftrasporto, in audizione il 3 novembre scorso al Senato sulla manovra. Tra i punti da rivedere, ha sottolineato, "l'introduzione del divieto di compensazione dei crediti d'imposta ai fini delle posizioni contributive e previdenziali è una misura particolarmente critica per l'autotrasporto merci". Infatti "le imprese utilizzano gli importi generati dal rimborso parziale delle accise per compensare i contributi Inps e Inail e il divieto che si intende imporre rischia di paralizzare l'operatività delle imprese", ha avvertito Imbruglia.
Conftrasporto poi chiesto di estendere i benefici del rinnovo del contratto di settore "anche a tale annualità". Per quanto riguarda il riallineamento delle aliquote accise gasolio e benzina, "la scelta di anticipare tale allineamento, che sarebbe dovuto essere graduale su 4 anni, genera, secondo la relazione tecnica, un extragettito per la fiscalità pubblica di oltre 550 milioni di euro, considerando che la maggior parte delle flotte aziendali sono alimentate a gasolio, si chiede di poter destinare una parte di queste risorse per un fondo di rinnovo del parco veicolare o di sostegno alle imprese, soprattutto con riferimento ad una categoria come quella dei bus turistici che non godono di benefici in relazione al costo del carburante", ha spiegato il rappresentante di Conftrasporto. Altro tema da approfondire è quello del "ferrobonus, uno strumento fondamentale per l'intermodalità strada-ferro", ha concluso Imbruglia.
Tassa di soggiorno, Federalberghi: “Le imprese dicono no all’aumento della pressione fiscale”
“Le imprese e i cittadini sono in attesa di una riduzione della pressione fiscale, come è stato più volte promesso, ma le avvisaglie sul contenuto della legge di bilancio sembrano andare in direzione completamente opposta”. Con queste parole, Confindustria Alberghi, Assohotel, Faita e Federalberghi, commentano l’ipotesi di prorogare al 2026 le misure incrementali sull'imposta di soggiorno.
“Rinnovare l’incremento di 2 euro, che avrebbe dovuto riguardare solo l’anno giubilare, equivale a un aumento dell’imposta compreso tra il 20% (da 10 euro a 12) e il 40% (da 5 a 7). Ancor più sconcertanti sono le indiscrezioni relative alle località interessate dalle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali, per le quali viene preannunciato un aumento del 140% (da 5 euro a 12). Sono valori stellari, che si commentano da soli. Uno svarione che confidiamo venga corretto già in questa fase, intervenendo sulle bozze della manovra”, aggiungono le sigle.
Le organizzazioni maggiormente rappresentative delle imprese turistico ricettive chiedono dunque al Governo di “non inasprire la pressione fiscale e ribadiscono la necessità di assicurare che una parte del gettito venga destinata alla riqualificazione delle imprese turistica, in ossequio a quanto previsto dalla legge vigente, che purtroppo viene disapplicata dai comuni, e di contenere gli oneri amministrativi ed economici che gravano sulle imprese turistiche incaricate della riscossione dell’imposta”.
Ali: “detrazione fiscale dovere dello Stato”
“La detrazione fiscale dei libri di testo è un dovere al quale lo Stato non ha ancora adempiuto, dato che i libri sono strumenti obbligatori per la formazione. Ci auguriamo che in finanziaria venga inserita per tutti coloro che non beneficiano di altri strumenti di sostegno così come aveva annunciato qualche settimana fa il ministro Valditara”. Così Paolo Ambrosini, presidente di Ali Confcommercio, che così conclude: “le risorse necessarie non sono molte (60 milioni) e i benefici andranno alle famiglie che potranno affrontare con maggiore serenità un impegno che da sempre ricade solo sulle loro spalle e questo malgrado formazione e istruzione siano un vantaggio per il Paese tutto”.
Ambrosini: “bene la Carta Valore per rafforzare gli strumenti a sostegno della domanda”
Ali-Confcommercio plaude alla proposta del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, di istituire la “Carta Valore” (il credito annuale riservato ai neodiplomati per consumi culturali, misura inserita nella manovra di bilancio, ndr) per rafforzare le misure a sostegno dei consumi culturali e dei libri in particolare, quanto mai necessarie visto l’andamento del mercato nei primi nove mesi dell’anno.
“Auspichiamo con l’occasione che nel governo e nel Parlamento si rafforzi la consapevolezza della necessità di maggiori investimenti nella cultura per dare soprattutto alle nuove generazioni gli strumenti per interpretare al meglio il loro ruolo in un mercato che sempre più richiede personale preparato a declinare il sense of Italy”, ha detto il presidente Paolo Ambrosini.
Per le Associazioni dell’esercizio cinematografico “i tagli mettono a rischio migliaia di lavoratori e la sopravvivenza delle sale cinematografiche”
Le Associazioni che rappresentano l’esercizio cinematografico italiano – Anec (Associazione nazionale esercenti cinema), Acec (Associazione cattolica esercenti cinema) e Fice (Federazione italiana cinema d’Essai), associate ad Agis-Confcommercio (Associazione generale italiana dello spettacolo) chiedono con fermezza il ripristino del Fondo Cinema e Audiovisivo e fanno appello al Presidente della Repubblica, al Governo e al Parlamento affinché gli stanziamenti complessivi per il cinema restino invariati.
“I tagli ipotizzati nel testo della manovra – dicono - mettono in serio pericolo tutto il settore che compone l’industria cinematografica a partire dalla produzione fino a tutta la filiera distributiva e degli altri comparti, arrivando in modo particolare a colpire migliaia di schermi cinematografici, le imprese che li gestiscono e tutti i lavoratori dipendenti, rischiando di annientare in breve tempo gli unici presidi sociali e di aggregazione rimasti a difesa, insieme alle sale teatrali, della cultura a servizio del pubblico nel nostro Paese”.
“La prima impressione – continuano Anec, Acec e Fice - è stata di grande stupore, quasi di incredulità, di fronte alle misure annunciate. Come è stato possibile che dopo anni di azioni, progetti, di iniziative promozionali in un percorso convinto e strutturato per la ripresa del mercato cinematografico, sia maturato un provvedimento del genere? Perché non c’è stato un confronto preventivo, aperto e condiviso per valutare aspetti e misure in un’ottica di revisione e miglioramento delle misure in atto? La sala cinematografica è tornata ad essere centrale e, con il consenso di tutta l’industria e delle istituzioni, ad accrescere il ruolo e la sua funzione sociale e culturale. Non è ammissibile interrompere la via intrapresa non si può arrestare un percorso virtuoso, con il rischio evidente di gettare via tutto quanto si è costruito fino ad adesso”.
Le Associazioni auspicano infine che “si apra quanto prima un tavolo di confronto con le Istituzioni, convinte che solo attraverso un dialogo costruttivo sarà possibile individuare soluzioni che garantiscano la continuità e la crescita del settore cinematografico, a beneficio dell’intera comunità”.
