Dom, Apr 19, 2026

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Caro carburante, il governo prende tempo sulle accise mobili

Caro carburante, il governo prende tempo sulle accise mobili

Il Consiglio dei ministri del 10 marzo non ha affrontato il dossier carburanti. L’esecutivo continua a valutare possibili interventi, ma resta aperta la ricerca di risorse per rendere più incisiva la misura. Confcommercio: "nessun allarmismo, ma la guerra non può diventare pretesto per fare cassa”.

Il governo continua a lavorare a un pacchetto di misure per contenere il caro carburanti, ma le decisioni operative potrebbero richiedere ancora qualche giorno. Nel Consiglio dei ministri del 10 marzo non sono infatti arrivati provvedimenti immediati sul taglio delle accise, mentre l’esecutivo prosegue la ricerca di risorse per rendere più incisivi gli interventi. Al centro delle valutazioni resta il meccanismo delle accise mobili, che permetterebbe di utilizzare l’extragettito Iva generato dall’aumento dei prezzi dei carburanti per ridurre temporaneamente le accise su benzina e diesel. L’ipotesi è allo studio da diversi giorni da parte del Ministero dell’Economia e di Palazzo Chigi, anche alla luce dell’impennata dei prezzi energetici legata alla crisi in Medio Oriente.

Secondo le simulazioni circolate nelle ultime ore, tuttavia, l’effetto della misura da sola sarebbe limitato: con un Brent a 105 dollari al barile il risparmio stimato sarebbe di circa 4,7 centesimi al litro sulla benzina e 7,5 centesimi sul diesel. Per questo motivo il governo sta valutando se affiancare allo strumento altre risorse o interventi nel decreto bollette attualmente in esame alla Camera. Nel frattempo i prezzi alla pompa continuano a salire. Secondo le rilevazioni più recenti, il gasolio in autostrada ha superato in diversi casi la soglia dei 2,2 euro al litro nel servito, mentre la benzina resta sopra i 2 euro in molte stazioni, con ulteriori rincari registrati negli ultimi giorni. Di fronte alla crescita dei listini il governo ha deciso di intensificare il monitoraggio sul mercato.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha convocato la cabina di regia della Commissione di allerta rapida per verificare eventuali anomalie nei prezzi praticati alla pompa. L’attenzione si concentra in particolare su possibili rialzi superiori rispetto ai prezzi consigliati dalle compagnie petrolifere. Parallelamente è stato avviato un piano di controlli con la Guardia di Finanza per contrastare eventuali fenomeni speculativi lungo la filiera della distribuzione dei carburanti. Sul fronte europeo, durante le riunioni dei ministri finanziari dell’Eurozona, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha sollecitato Bruxelles a valutare misure straordinarie sui prezzi dell’energia, sulla scia di quelle adottate nel 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina, per evitare che l’aumento dei costi energetici si trasferisca rapidamente su inflazione e beni di consumo

Confcommercio: "nessun allarmismo, ma la guerra non può diventare pretesto per fare cassa”

Di fronte ai recenti rincari della benzina e del gasolio legati alla crisi in Medio Oriente, Pasquale Russo, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto, ha osservato che l'aumento dei prezzi non deve diventare una forma di speculazione "anche perché, se il prodotto c’è e le riserve tengono, eventuali aumenti incontrollati dei prezzi, in particolare per il gasolio, non hanno alcuna giustificazione. Nessun allarmismo, quindi, ma la guerra in Iran non può e non deve diventare un pretesto per fare cassa”

“Pur in un quadro di grave tensione in Medio Oriente – ha proseguito Russo – è fondamentale mantenere un approccio improntato a equilibrio e responsabilità. In presenza di condizioni di approvvigionamento regolari e di un quadro che, allo stato, non presenta elementi tali da compromettere la disponibilità del prodotto, non vi sono ragioni per alimentare aumenti dei prezzi non coerenti con l’andamento reale del mercato”.

“Serve una linea chiara da parte delle istituzioni. Per questo abbiamo chiesto al Governo di intervenire per evitare che il clima di incertezza internazionale si traduca in tensioni speculative che finirebbero per gravare sulle imprese – in particolare quelle del trasporto e della logistica – e, più in generale, sull’intero sistema economico. È evidente che qualora il quadro di crisi dovesse protrarsi – ha concluso il vicepresidente di Confcommercio – sarà opportuno valutare interventi mirati, come fatto durante la crisi energetica nel 2022, a sostegno dei comparti maggiormente esposti, come le attività legate alla mobilità delle merci e delle persone, oltre alle filiere logistiche e distributive, che rappresentano un’infrastruttura essenziale per il Paese”.